Berlino ha alle spalle una storia ricca di sconvolgimenti radicali. Nonostante abbia mantenuto uno sviluppo, sin dal medioevo, grazie alla sua posizione geografica, il suo passato si alterna tra epoche floride e periodi bui. Ripercorreremo insieme quelle che sono state le date cruciali dell’intenso vissuto di questa bellissima città.
Dalle origini al Medioevo
La città, di origine slava, da cui deriverebbe il nome birl, fu fondata nel XII secolo, insieme ad un’altra città, Cölln.
Fin dalla loro nascita, le città gemelle si svilupparono come due prosperosi centri commerciali che collegavano l’Europa occidentale con quella orientale.
Nel 1307 le due città furono unificate sotto il Casato degli Ascani di Bradenburgo.
Nonostante i tumulti politici che si intensificarono soprattutto dopo la morte dell’ultimo governatore degli Ascani, le attività commerciali dei mercanti continuarono per un lungo periodo, mantenendo la città nel suo splendore dal punto di vista commerciale.
Dal Rinascimento al 600
Nel 1415 ebbe inizio il lungo dominio della Casata Hohenzollern, con Federico I. Con l’ascesa al potere di Federico II, detto il Dente di Ferro, la città di Berlino venne nominata capitale dello Stato Prussiano, diventando così un importante centro commerciale.
L’epoca di Federico il Grande
Successivamente alla guerra dei Trent’anni, (1618-1648) durante i quali la città fu devastata dalle armate straniere e parte della popolazione decimata a causa da un’epidemia di peste, iniziò il governo di Federico Guglielmo, detto il Grande Elettore. A lui il merito per la ricostruzione della città con nuove fortificazioni e piani urbani.
Furono costruite tre nuove città, Friederichserder, Dorotheenstadt e Friedrichstadt, che insieme a Berlino e Cölln costituiscono l’attuale quartiere Mitte.
Nel 1695 furono avviati i lavori di costruzione di Schloss Charlottenburg e l’anno successivo venne fondata l’Accademia delle Arti.
Il 700
Cinque anni dopo fu completata la Zeughaus (Armeria) in Unter den Linden, sede attuale de il Deutsches Historisches Museum.
Dopo la morte di Federico Guglielmo il Grande, nel 1786, la popolazione berlinese aveva raggiunto i 150 mila abitanti e la posizione di una grande potenza europea, in quanto capitale economica, culturale e politica della Prussia.
Un periodo buio, di crisi, arrivò con Federico Guglielmo II che sperperò le casse dello Stato nella costruzione di architetture classiche. L’amore per il classicismo del re, però, diede a Berlino il suo monumento più famoso, oggi centro geografico e simbolico della città: la Porta di Brandeburgo (Brandenburger Tor) costruita nel 1789 da Karl Gotthard Langhans.
La Grande Berlino
Nel 1806, la Prussia e dunque anche Berlino, visse l’occupazione delle truppe napoleoniche per due anni, durante i quali fu colpita da una crisi economica. Il paese si riprese a partire dalla metà del diciannovesimo secolo, favorendo l’aumento della popolazione.
Nel 1871 Guglielmo I venne incoronato imperatore della Germania e Berlino divenne la capitale del Regno tedesco con oltre un milione e mezzo di abitanti.
Dopo la sconfitta della prima guerra mondiale, con l’esilio di Guglielmo II, venne proclamata la repubblica di Weimar.
Nonostante il periodo di profonda crisi della post guerra, Berlino divenne il centro degli anni venti, puntando su attività di intrattenimento turistico e non solo, come spettacoli di varietà, rappresentazioni teatrali moderne e gli eventi della vita notturna. Gli anni venti segnarono la nascita del grande agglomerato urbano chiamato Gross-Berlin, appunto Grande Berlino, che con i suoi 3 milioni e 900mila abitanti divenne indipendente da Brandeburgo.
La Dittatura del Terrore
Il periodo nero della città inizia con il nuovo cancelliere del regno, Adolf Hitler il 30 gennaio del 1933. La sua ascesa al potere segna l’inizio della dittatura del terrore. L’era di terrore guidata da Hitler inizia con il boicottaggio dei negozi degli ebrei, poi il rogo dei libri universitari, per arrivare infine alle famose persecuzione degli ebrei, comunisti, oppositori politici, omosessuali e altri gruppi di popolazione discriminate sotto l’impero nazista.
Dalla Seconda Guerra Mondiale al Muro
Durante la seconda Guerra mondiale, la città fu sottoposta a violenti attacchi aerei, venendo occupata dalle truppe sovietiche nel 1945.
L’ Armata Rossa entro nella città per conquistarla e la resa arrivò con il suicidio del grande dittatore Adolf Hitler.
Nel 1949 venne fondata la Repubblica Democratica Tedesca e Berlino est ne divenne la capitale e sede governativa. Si costituì una divisione tra zona est e zona ovest, ma gli spostamenti tra una parte e l’altra, sebbene difficili, erano possibili ma solo per motivi di lavoro.
Nel 1961 la costruzione del Muro di Berlino divise in due parti la città, impedendo qualsiasi tipo di collegamento tra la zona Est e la zona Ovest. La città rimase divisa fino al 1963, quando venne istituito un permesso di passaggio da una zona all’altra.
Il 1989 fu una data storica per la città, in quanto l’apertura improvvisa del Muro, segnò la riunificazione di Berlino che l’anno successivo tornò al centro della storia.
La Nuova Berlino
Durante gli ultimi dieci anni del ventesimo secolo la città ha cercato di creare un nuovo volto puntando sulla sua architettura con la costruzione di nuovi edifici governativi.
Il Parlamento federale venne trasferito a Berlino dove dal 1999 avvengono le sedute annuali nel Bundenstag, nel vecchio palazzo del Reichstag.
Nel 1991 viene nominato cancelliere Helmut Kohl, che manterrà un lungo governo dell’Unione cristiano-democratica, fino al 1997.
Nel 1998 vince le elezioni politiche il socialdemocratico Schröder, riconfermato anche con le elezioni del 2002.
Nel 2005 viene costituito un governo di coalizione fra democristiani e socialdemocratici, guidato dalla democristiana Angela Merkel, in carica ancora oggi.

